L’Ingegneria, un’occasione di riscatto

06/03/2020

Merly,
Consulente RAN

Mi chiamo Merly Marilyn, ho un master in Ingegneria delle Telecomunicazioni e ho iniziato a lavorare in ALTEN all’inizio del mese di aprile del 2019. Inizialmente, ho contribuito alla riuscita di un progetto per un’importante azienda di telecomunicazioni e, successivamente, ho iniziato un nuovo progetto presso un altro cliente, per il quale mi occupo principalmente della implementazione di nuove celle e della modernizzazione della rete mobile.

 

Domanda: In cosa consiste, nello specifico, il progetto su cui stai lavorando e che ruolo ricopri al suo interno?

Risposta: All’interno del progetto che sto seguendo, mi sto occupando dell’elaborazione di dati che verranno configurati sulle New Mobile Station. Inoltre, mi occupo del monitoraggio e dell’analisi delle New Mobile Station per diverse tecnologie, quali 2G, 3G e 4G.

 

D: Com’è il Team con cui lavori e qual è l’aspetto che ti piace di più dell’attività che svolgi?

R: Il team, per quanto riguarda l’area dove mi trovo, è composto da 20 ingegneri e l’aspetto che più apprezzo del mio lavoro attuale è proprio il poter lavorare nel ramo della rete mobile. Il mio obiettivo, infatti, è di poter diventare una specialista nell’ottimizzazione di rete mobile.

 

D: Come è nato il tuo interesse per l’ingegneria? Si è trattata di una vocazione?

R: Sono nata in una famiglia molto povera. Abitavo in una collinetta nella periferia di Lima, in Perù; fin da piccola ho deciso che avrei studiato molto e che sarei diventata un ingegnere, per riuscire a migliorare la mia condizione sociale ed avere una vita migliore. Ho avuto la fortuna di rendermi conto, lungo il percorso di studi intrapreso, che l’ingegneria non rappresentava solo una possibilità di riscatto, ma anche la mia passione!

 

D: Come ricordi il tuo periodo universitario?

R: Il mio periodo universitario in Perù è stato molto intenso. Ho studiato all’Universidad Nacional de Ingenieria. Essendo un’Università nazionale, quindi gratuita, mi ritengo molto fortunata ad essere riuscita a venire ammessa, dato l’elevato numero di candidati e i pochissimi posti disponibili. Ho dovuto studiare tantissimo sia per poter entrare, che per riuscire a terminare gli studi: ma durante la mia carriera universitaria ho anche avuto la fortuna di incontrare degli ottimi amici, con cui ho avuto la possibilità di condividere la mia passione per la tecnologia, nello specifico, per le telecomunicazioni.

Il secondo periodo universitario, quello del Master, è stato molto diverso; sempre intenso, ma per ragioni differenti. Tra un periodo universitario e l’altro c’è stato un intervallo di quasi 5 anni: i primi due anni li ho trascorsi in Perù, lavorando e risparmiando soldi per poter studiare e aiutare la mia famiglia, poi mi sono trasferita in Australia, dove ho imparato la lingua inglese, necessaria per iscrivermi e frequentare il Master che avevo scelto. Mi sono poi trasferita a Barcellona, dove mi sono iscritta e ho potuto terminare il Master. La tesi l’ho fatta da remoto, dall’Italia, mentre lavoravo in ALTEN. Vivere lontano da casa, studiare un argomento complesso non nella mia lingua madre e fare la tesi mentre lavoravo (potendo parlare con il mio relatore solo tramite Skype), non è stato semplice, ma sono fiera di esserci riuscita!

 

D: Pensi che, quella dell’ingegnere, sia ancora una figura/carriera principalmente associata agli uomini, o hai notato un cambiamento in questa tendenza?

 R: Quando ho cominciato a lavorare in Perù, ero l’unica donna in ufficio: nonostante ci siano sempre più donne che lavorano come ingegneri, la maggior parte della forza lavoro in questo ambito, continua ad essere di sesso maschile. Sicuramente però c’è in atto un cambiamento e il numero delle donne sta progressivamente crescendo.

 

D: Perché una donna dovrebbe scegliere di lavorare in ALTEN?

 R: Perché credo fermamente che ALTEN non faccia distinzioni tra donne e uomini nella selezione del proprio personale. Da quando sono entrata in azienda, nessuno mi ha mai fatta sentire discriminata per il fatto di essere un ingegnere donna!

 

D: Hai incontrato delle difficoltà od ostacoli a causa dell’essere una donna ingegnere?

R: Nonostante la situazione stia migliorando ritengo che, purtroppo, si verifichino ancora piccole differenze all’interno dei team di lavoro: capita che, a volte, i compiti assegnati siano diversi a seconda che vengano affidati a uomini o donne. Indipendentemente da ciò, io ho sempre cercato di impegnarmi al massimo per migliorarmi professionalmente e per svolgere al meglio tutto ciò che mi viene affidato: voglio essere un ottimo ingegnere, non un ottimo ingegnere donna!

In generale quindi, posso dire che ci stiamo muovendo verso l’uguaglianza: i vecchi pregiudizi sono difficili da sradicare totalmente, ma il futuro che si prospetta per quanto riguarda la figura della donna in questa professione, è certamente positivo.

 

D: Quale pensi sia il valore che ALTEN apporta al progetto che svolgi?

 R: Credo che ALTEN sia un’azienda che garantisca ai suoi clienti figure professionali e competenti in grado di aumentare le probabilità della riuscita di un progetto e contribuendo anche a livello di qualità.

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