ALTEN, un’azienda che incentiva la presenza delle donne nel suo Team

08/07/2020

Angela,
Test Software Engineer

Abbiamo intervistato la nostra collega Angela, che in ALTEN si occupa di Verifica e Validazione (V&V) del software applicativo della logica ETCS. In questo articolo ci racconta il suo ruolo in azienda e la sua opinione riguardo a come il ruolo della donna dovrebbe essere valorizzato in ambito scientifico.

Domanda: In cosa consiste, nello specifico, il progetto su cui stai lavorando e che ruolo ricopri al suo interno?

Risposta:

Ho iniziato a lavorare in ALTEN nel febbraio 2018, subito dopo aver conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Elettronica. Qui mi occupo di Verifica e Validazione (V&V) del software applicativo della logica ETCS, per la generazione e la gestione di messaggi, telegrammi e pacchetti ETCS. La figura da me ricoperta, inizialmente, è stata di System Engineer, occupandomi quindi di design di progetto del Controllo di Traffico Centralizzato di una linea ferroviaria Egiziana. È stato per me il trampolino di lancio in un mondo (quello del ferroviario) che mi appassiona sempre di più. Non mi occupo però solo di ferroviario; dopo pochi mesi dalla mia assunzione in azienda sono stata coinvolta nel Life Sciences su un progetto di Customer Support volto a fornire supporto Europeo ai clienti sull’utilizzo di un Software di gestione di laboratori virtuali. Nello specifico, l’attività di cui ora mi occupo mira alla progettazione di Test Cases basati su analisi e verifica di requisiti dell’European Railway Agency. In particolare: sulla creazione di scenari che simulano la linea ferroviaria e che rendono automatiche le operazioni effettuate dal PdC (Personale di Condotta); sull’esecuzione automatica di test e conseguente verifica, sia in tempo reale sulla Driver Machine Interface, sia automatica del risultato del test attraverso il controllo di un file generato da un tool di diagnostica che confronta l’output effettivo del test con il risultato atteso.

 

D: Com’è il Team con cui lavori e qual è l’aspetto che ti piace di più dell’attività che svolgi?

R: Collaboro con un team di persone più o meno mie coetanee, ricoprendo il ruolo di Test Software Engineer e contribuendo alla crescita nel settore V&V delle risorse da poco entrate in ambito Railway: tra di noi si è instaurato un clima di collaborazione e complicità basato sul desiderio reciproco di migliorarci e condividere le conoscenze e le competenze acquisite. Siamo, inoltre, coordinati da un Technical Manager con esperienza pluriennale in ambito ferroviario, sempre disponibile e accorto alla nostra crescita professionale.
Oltre ad essere interessante dal punto di vista tecnico, la mia attività mi permette di condividere quelle che possono essere le mie conoscenze personali e del settore. È un’attività di squadra, dove il successo e la crescita possono, a mio parere, essere valutati positivamente nel tempo, quando la metodologia e la collaborazione diventano parte integrante del modo di lavorare delle persone. Sempre per quanto riguarda la mia attività, in futuro mi piacerebbe avere la possibilità di acquisire maggiore esperienza e coordinare un progetto in cui il mio impegno non sia volto alla sola formazione di risorse, ma anche al confronto in prima persona con la gestione di situazioni complesse che potranno presentarsi.

 

D: Come è nato il tuo interesse per l’ingegneria? Si è trattata di una vocazione?

R: Terminato il liceo scientifico avevo le idee chiare, l’ingegneria era la mia strada.
La decisione di iscrivermi ad ingegneria è stata una naturale evoluzione della mia passione per la tecnologia e le materie scientifiche. La mia è stata, però, in parte una vocazione, e in parte una sfida: conoscere le mie attitudini è stato importante, ma gli ostacoli da superare sono stati molti, come la paura di non farcela. La mia famiglia è riuscita a trasmettermi grande fiducia, procurandomi così un bagaglio di forza e serenità a cui attingo ancora adesso per non arrendermi di fronte alle difficoltà e per migliorare e crescere sempre di più. Devo però dare merito anche, e soprattutto, alla mia tenacia nell’affrontare e vincere le sfide che si sono presentate nel corso della mia carriera universitaria e che tutt’oggi vivo in ambito lavorativo; non solo la passione, ma anche il metodo di studio e la costanza mi hanno permesso di essere la persona che sono oggi sia dal punto di vista professionale che umano.

 

D: Come ricordi il tuo periodo universitario?

R: Come un periodo non sempre spensierato. Si sa che la facoltà di Ingegneria non è tra le più facili, ma tutto sta nel riuscire a trovare il giusto compromesso tra lo studio e lo svago. I primi anni universitari sono stati sicuramente i più belli, quelli in cui si instaurano nuove amicizie, più mature e, si entra a far parte di un mondo nuovo, in cui bisogna non solo imparare ad approcciarsi ad un’idea di studio diversa, ma soprattutto, di vita, come quella, nel mio caso, di studentessa fuori sede.

 

D: Pensi che, quella dell’ingegnere, sia ancora una figura/carriera principalmente associata agli uomini, o hai notato un cambiamento in questa tendenza?

 R: Credo che, al giorno d’oggi, basti guardare la percentuale di donne laureate in scienze tecnologiche per sfatare questo dubbio. Tuttavia, ad influenzare ancora molto la scelta della facoltà d’ingegneria da parte delle donne, è l’eredità culturale sulla concezione della scienza quale argomento maschile, che si riflette in una certa insicurezza da parte delle ragazze riguardo alle tematiche tecnico-scientifiche.

 

D: Hai incontrato delle difficoltà od ostacoli a causa dell’essere una donna ingegnere?

R: Nel mio caso non ho mai incontrato difficoltà, né durante il mio percorso di studi universitario, né in ambito professionale, almeno fino ad oggi. Ritengo, anzi, che sia importante valorizzare le qualità delle donne che lavorano in ambito scientifico: creatività, sensibilità, affidabilità, intuizione, maggiore capacità relazionale in una professione, come quella dell’ingegnere, che è storicamente tutta al maschile, hanno portato le donne a conquistare uno spazio importante per quanto riguarda il raggiungimento di posizioni di livello.

 

D: Quale pensi sia il valore che ALTEN apporta al progetto che svolgi?

R: Nell’attuale contesto di mercato sempre più competitivo, le imprese si affidano a consulenti esperti quando devono prendere scelte strategiche, operative e organizzative, cruciali per la loro sopravvivenza e la loro crescita. Le aziende devono saper reagire tempestivamente ai mutamenti, gestire la corsa all’innovazione tecnologica in un’ottica di contenimento o abbattimento dei costi di gestione, senza che ciò vada a discapito dell’efficienza e della organizzazione. L’intervento consulenziale porta beneficio all’azienda committente. La forza di ALTEN si fonda sulla competenza e professionalità dei profili tecnici e manageriali scelti con scrupolosità, rendendo l’intervento consulenziale una insostituibile forma di collaborazione per i clienti.
In un settore quale il Railway, in cui mi trovo ad operare, ALTEN sviluppa e consolida strategie rendendo stabili e innovative le prospettive per questo settore.

 

D: Perché una donna dovrebbe scegliere di lavorare in ALTEN?

 R: Diverse ricerche riferiscono come alcune donne si siano trovate nella scomoda situazione di essere le uniche persone del proprio sesso – oppure una delle pochissime- nei team, nei meeting, nei luoghi in cui si prendono decisioni. Nel mio caso posso dire che ALTEN tende a favorire fortemente la presenza di donne nei vari team di lavoro, ciò dimostra l’importanza di rafforzare la diversità di genere in azienda e di investire in una maggiore formazione dei dipendenti per superare i pregiudizi di genere che impediscono alle donne di esprimere appieno il loro potenziale. ALTEN ha in sé una grande forza a mio parere: la multidisciplinarità. Questo attrae sempre di più le donne, che, per natura curiose e avventuriere, sono spinte dalla voglia di mettersi in gioco e vincere i propri limiti. Inoltre, le donne hanno una natura più collaborativa, che apporta una visione di team building più ampia e significativa, fondamentale per un’azienda di consulenza ALTEN.

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